Il Mercoledì nero della musica

Scritto da il 10 Maggio 2017

Devo ammetterlo. La giornata di oggi non è iniziata nel migliore dei modi. Ieri sera, prima di andare a dormire, facendo il solito giro veloce sul web, leggo della morte di Stefano Mastrolitti, dj e conduttore di Radio 101. L’ipotesi, ancora da confermare, è che si tratti di suicidio, sembra, dovuto a motivi familiari. E’ una di quelle notizie che colpisce tutte le radio, che ti fa capire che anche quel meraviglioso mondo che ci troviamo a vivere e condividere con altri colleghi, alla fine è fatto da persone in carne ed ossa, con le proprie paure e le proprie debolezze. Vado dunque a dormire un po’ turbato, è quasi l’una e domani la sveglia suona presto. Mi alzo alle 7, faccio colazione e prendo il tablet. “Vediamo cosa c’è di buono stamattina” – mi dico. Apro Facebook e arriva la seconda mazzata, questa volta più pesante della precedente. Su uno dei tanti gruppi in cui sono iscritto, comincia a circolare la voce della morte di Robert Miles, storico dj e produttore svizzero. “Spetta, fammi vedere meglio stà cosa” – penso tra me e me. Purtroppo non ci metto molto a scoprire che la notizia è vera! Un male incurabile se l’è portato via a soli 47 anni. Ora, se la notizia della morte di Mastrolitti mi ha in qualche modo fatto riflettere, quella di Miles mi ha proprio scosso. Ricordo la prima volta che ascoltai “Children”: fu durante un pomeriggio giovani, in una delle poche discoteche della mia città. Un brano innovativo per la dance/trance di allora, strumentale e con i bpm “giusti”. Era il lontano 1996, avevo 15 anni e quelli erano gli anni d’oro per la musica da discoteca di produzione italiana. Poi un altro successone: “Fable”. Pezzi che hanno fatto la storia e, nonostante la mia nota anima rock, una parte di me deve tanto a Robert Miles, perché è grazie ad artisti come lui se mi sono avvicinato anche alle discoteche e al mondo del djing. Già, perché tra una chitarra e un’altra, ogni tanto mi piace anche mettere le mani su due bei giradischi e passare un po’ di musica più “tamarra”. Male non fa. Di Miles mi rimarranno per sempre in testa quelle melodie magiche unite a una buona dose di bpm. Di lui conserverò gelosamente i vinili dei suoi pezzi più famosi legati alla mia adolescenza. Una giornata, quella di oggi, che ha colpito il mondo della musica in maniera violenta, dalla produzione alla conduzione, portandoci via una giovane promessa della radio e un artista di fama mondiale, entrato di diritto nelle leggende.


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