Scream (1996): L’ultimo grande incubo analogico e il testamento pop degli anni ’90
Riguardare Scream oggi regala un brivido duplice, scandito dalle note ipnotiche e cupe di Red Right Hand di Nick Cave.
Metropolis (1927) è il film che ha inventato il modo in cui immaginiamo il futuro. Girato da Fritz Lang e completato nelle riprese nel maggio del 1926, è il primo vero colossal di fantascienza della storia del cinema.
La vicenda si svolge in una gigantesca città del futuro divisa in due mondi opposti:
Tutto cambia quando Freder, il figlio del padrone della città, scopre per caso l’inferno del sottosuolo e si innamora di Maria, una donna che predica la pace e la speranza tra i lavoratori. Per fermare la rivolta, il padre di Freder fa costruire un robot con le sembianze di Maria per ingannare gli operai e spingerli al caos.
Sul piano ideologico che Metropolis ha da sempre diviso la critica. La soluzione proposta al conflitto di classe — una riconciliazione paternalistica ed emotiva tra Capitale e Lavoro. Tuttavia, la forza mitologica del racconto supera la semplicità del suo messaggio politico.
Nonostante sia un film muto di quasi cent’anni fa, Metropolis resta un’opera potente, visivamente spettacolare e incredibilmente moderna. È la visione profetica di un futuro automatizzato che continua a influenzare la cultura di oggi. Il capolavoro di Lang è molto più di un reperto storico: è un’esperienza visiva titanica che conserva intatta la sua potenza profetica. Un’opera fondamentale per comprendere la grammatica del cinema fantastico moderno e la perenne fascinazione dell’uomo per la tecnologia e la città.
Scritto da: Andrea Lo Gioco
Riguardare Scream oggi regala un brivido duplice, scandito dalle note ipnotiche e cupe di Red Right Hand di Nick Cave.
Un omaggio alla musica afroamericana che ha segnato gli anni 60, 70 e 80 e arrivato vivo e vegeto anche ai giorni nostri.
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