Carrie (1976): Quando il bullismo diventa incubo
Uscito nel 1976 e diretto da Brian De Palma, Carrie non è soltanto un classico dell'horror: è un pugno nello stomaco sul dolore dell'emarginazione.
Se l’aspetto metacinematografico di Scream è stato sviscerato in ogni sua componente, c’è un altro elemento che rende l’opera di Wes Craven un capolavoro immortale: la sua natura di perfetta capsula del tempo. Rivedere Scream oggi significa immergersi nell’estetica, nelle ansie e nei suoni di una fine millennio in cui la tecnologia stava per cambiare tutto, ma il terrore viaggiava ancora sui fili di rame.
Il vero co-protagonista del film non è un’arma da taglio, ma l’apparecchio telefonico. Il 1996 è un’epoca in cui i cellulari sono rari, ingombranti e privi di copertura capillare (come dimostra la scena con il padre di Sidney, perso nel nulla senza segnale). Il terrore di Scream è profondamente fisico: dipende dai cordless con l’antenna estraibile, dai cavi tranciati in giardino e dall’assenza dell’identificativo chiamante nella maggior parte delle case.
Craven sfrutta questa vulnerabilità per isolare i personaggi all’interno dei propri salotti. La minaccia non arriva da foreste oscure o cimiteri abbandonati, ma invade il rifugio domestico attraverso la cornetta, rendendo un gesto banale come rispondere al telefono uno strumento di tortura psicologica.
Woodsboro è il ritratto definitivo della provincia borghese americana pre-internet. Visivamente, il film è un tripudio di maglioni oversize, giubbotti di pelle e camicie a quadri, elementi che ancorano i protagonisti alla realtà giovanile del decennio.
Ma è la cultura materiale dell’epoca a dominare la scena: le videocassette. L’intero universo dei ragazzi ruota attorno al Blockbuster locale, vero e proprio tempio della socialità adolescenziale. I personaggi di Scream definiscono le proprie identità e misurano la realtà in base ai film che guardano sui tubi catodici. La videoteca dove lavora Randy Meeks non è solo uno sfondo, ma l’archivio del sapere necessario per sopravvivere alla notte.
Oltre a ridefinire il ruolo della sopravvissuta con la ferrea Sidney Prescott, il film offre un campionario femminile fieramente anni ’90, distante anni luce dall’ingenuità passiva dei decenni precedenti:
Riguardare Scream oggi regala un brivido duplice, scandito dalle note ipnotiche e cupe di Red Right Hand di Nick Cave. Da un lato la tensione intatta di uno slasher coreografato con mano maestra; dall’altro la suggestione irripetibile di un’epoca al tramonto, un mondo ancora disconnesso dai social network ma già fatalmente, ironicamente e morbosamente ossessionato dai propri schermi.
Scritto da: Andrea Lo Gioco
Uscito nel 1976 e diretto da Brian De Palma, Carrie non è soltanto un classico dell'horror: è un pugno nello stomaco sul dolore dell'emarginazione.
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