Anche questo 31 dicembre è andato via!

Scritto da il 8 Gennaio 2013

E così siamo sopravvissuti al 21 dicembre 2012 che, per noi, ha rappresentato semplicemente la fine di un ciclo e l’inizio di un altro, ergo, miei cari, dopo la nascita del nostro caro Bambin Gesù, anche quest’anno, abbiamo fatto i conti con il trascorrere del tempo. Ma prima di arrivare a questa amara e fragorosa consapevolezza, ci sarà, certamente, capitato di percorrere cunicoli, meandri, di scalare rocce, di annegare in fiumi in tempesta ma anche di risalire in superficie (spero). Ci sarà capitato anche di camminare lungo immensi deserti e di ritrovarci poi in oasi mai viste prima. E così, in un battibaleno è arrivato il 31 dicembre e, sono sicura, ci saremo ritrovati naturalmente a fare un excursus di ciò che abbiamo lasciato alle spalle, magari nel bel mezzo di quell’intreccio di colori, di rumori, di fischi di quel quadro che per ammirare abbiamo dovuto lo sguardo innalzare. Il bello è che ancor prima di sopravvivere a questa dinamica, saremo già reduci di un’altra: quella dei dubbi del cosa fare, dove andare a festeggiare, con chi e perché. Qualcuno sarà rimasto a casa a brindare con la famiglia, qualcun’altro si sarà fiondato ad un veglione all’ultimo momento e qualcun altro ancora si sarà trovato completamente in un altro posto rispetto alla sua terra d’origine. Ah! Dimenticavo! Qualcuno avrà brindato lavorando felicemente! Ma in tutti i casi, nonostante le differenze, se ci pensiamo, c’è sempre un momento in cui il mondo si “ferma” nel fare quello che sta facendo per ritrovarsi a fare la stessa cosa. Intendo dire che, arrivati ad un certo punto della serata, ci saremo ritrovati, tutti e dico TUTTI, con i timer puntati e …meno nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno…………BOOMMMMM!!!!!!!!!!! Nelle case, nei locali, nelle piazze, in ogni dove, in tutti gli Stati che seguono il calendario gregoriano, anche nel luogo più disparato del mondo ci saranno state persone che avranno stappato bottiglie di spumante o, nel migliore dei casi, di champagne (certo! dipende anche dai gusti, c’è a chi lo champagne non piace!), avremmo visto persone abbracciarsi, scambiarsi effusioni d’amore, i suoni delle trombette non saranno, senza ombra di dubbio, mancati e milioni di stelle filanti, coriandoli, cappellini, ghirlande avranno colorato l’atmosfera del momento! Per non parlare della musica! Converrete con me che quella del Capodanno è sempre la solita. Anche quest’anno sarà scoccato a ritmo di brasil, a e i o u y, ci sarà stato anche il cacao meravigliao che meraviglia sto cacao meravigliao e lo sao o non lo sao, ci sono momenti in cui, nella vita, un certo filo di tradizionalità non guasta! Immaginereste voi un inizio d’anno con tutt’altra musica? Un inizio d’anno senza i vari trenini che partono ed è raro che si arrestano e senza , il giorno dopo, perdere la voce?! Concedetemelo! Non sarebbe Capodanno!!! E non dimentichiamoci dei vari riti scaramantici, come indossare slip e boxer prettamente di colore rosso, baciarsi sotto il vischio o mangiare alcuni chicchi d’uva che, ad esempio, in Spagna, devono essere 12 per quanti sono i rintocchi del pendolo. Io, ne ho mangiati ventiquattro, magari sarò più fortunata dello scorso anno! Perché, scusate, vogliamo parlare delle perle porta fortuna? Sorrido e penso: “maledette” lenticchie! Ogni anno pur di crederci e nonostante l’impossibilità di introdurre altro nelle nostre pance, facciamo lo sforzo quanto meno di assaggiarle… ma che mai ci avessero portato una così bedda carriola di ricchezza, fortuna, prosperità, pace, felicità, salute e tutte le cose per cui, puntualmente, ogni anno brindiamo –eccezioni, fortunate, a parte-! In tutti i casi, spero vivamente l’abbiate fatto anche quest’anno, anche solo per non avere il rimorso di coscienza!!! Ma consideriamoci fortunelli! Tra tutti i riti, per fortuna, abbiamo accantonato l’usanza di buttare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati e penso che questo derivi dalla voglia di garantire, almeno per questo giorno, l’incolumità della gente! Scandita la venatura reale che (per la maggior parte di tutti noi) avrà preso il Capodanno, scommettendo di poggiare una mano sul fuoco con la sicurezza di non scottarmi, vorrei che non abbandonassimo l’ascia della curiosità così da chiederci come sia nato. Io, questa curiosità non l’ho abbandonata e ve ne faccio partecipi. BEDDI, il Capodanno ha radici che risalgono alla festa del dio romano Giano. Siamo nel VII secolo quando i pagani, avevano il costume di festeggiare il passaggio al nuovo anno. E’ chiaro, parlando di storia, si sa, come ogni storia ci si annoia, quindi, vi dico brevemente che veniva festeggiato in giorni diversi e con riti particolari a seconda delle località ma fu Papa Innocenzo XII, nel 169, a stabilire che l’anno dovesse cominciare il 1° gennaio e che così dovesse essere per tutti. Ecco che da quel momento ci ritroviamo nella situazione (sopra enunciata) “il mondo si ferma per ritrovarsi a fare la stessa cosa”! Ordunque , cari miei, sicura del vostro divertimento, delle vostre bische clandestine, dei vostri cicchetti un po’ qua e là di tequila, rum e pera e chi più ne ha più ne metta, certa delle vostre abbuffate di panettoni, torroni, baccalà, fritture varie ed eventuali, convinta del vostro shock post veglione-serata-qualsiasi cosa voi abbiate fatto, se la lettura di questo articolo non vi ha sfiancati, vi do una bella notizia: avete superato la prova sopravvivenza 2013 ed avete fatto #SPLASH . Ballate, sorridete e cantate perché CHI FA #SPLASH I PRIMI DELL’ANNO FARA’ #SPLASH TUTTO L’ANNO! Alice


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