Un Film Fatto per Bene – Venezia 2025
Più che un racconto lineare, il film è un viaggio d'oscurità tra le rovine di una Palermo che sembra aver perso anche l'ultimo barlume di decenza.
Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another) è il film con cui Paul Thomas Anderson ha ridefinito i confini del suo stesso cinema. Questa pellicola rappresenta l’opera più costosa, ambiziosa e accessibile del regista californiano, senza per questo perdere un briciolo della sua anima folle e d’autore.
Prendendo come canovaccio di partenza il romanzo Vineland di Thomas Pynchon, Anderson imbastisce un’epopea di 162 minuti che mescola thriller, azione di altissimo livello e una commedia intrisa di paranoia e malinconia tipicamente pynchoniana.
La storia ruota attorno a Pat / Bob, interpretato da un monumentale Leonardo DiCaprio, un ex rivoluzionario ormai fuori gioco che vive ai margini della società in uno stato di costante e stupefatta paranoia, proteggendo la figlia adolescente Willa (la sorprendente esordiente Chase Infiniti).
L’equilibrio precario si rompe quando una vecchia ed eccentrica nemesi dal passato, il colonnello Steven J. Lockjaw (uno strepitoso Sean Penn, premiato con l’Oscar come non protagonista), riappare per dare la caccia all’uomo. Quando Willa scompare, per Pat inizia un viaggio frenetico e frammentario lungo le strade della California per ritrovarla, affrontando “una battaglia dopo l’altra” contro i fantasmi del suo passato e le storture del presente.
Ciò che stupisce maggiormente della pellicola è la sua energia cinetica. Chi si aspettava i tempi dilatati e rigorosi di Il filo nascosto o il nichilismo statico di Il petroliere si troverà spiazzato:
Il cast corale si muove all’unisono in una partitura bizzarra. DiCaprio regala una performance fisica ed emotiva memorabile, capace di passare dalla commedia grottesca alla disperazione paterna in un battito di ciglia. Accanto a lui, Sean Penn costruisce un cattivo indimenticabile, eccessivo ma spaventosamente coerementato, mentre Benicio del Toro (nel ruolo del sensei Sergio St. Carlos) e Teyana Taylor offrono ottimi contrappunti narrativi.
Il verdetto: Una battaglia dopo l’altra riesce nel miracolo di essere contemporaneamente un blockbuster d’azione d’altissimo intrattenimento e un film d’autore stratificato sulle ferite politiche dell’America. È un’opera fluviale, che scorre rapidissima e che cresce a ogni visione.

Written by: Andrea Lo Gioco
Più che un racconto lineare, il film è un viaggio d'oscurità tra le rovine di una Palermo che sembra aver perso anche l'ultimo barlume di decenza.
Un omaggio alla musica afroamericana che ha segnato gli anni 60, 70 e 80 e arrivato vivo e vegeto anche ai giorni nostri.
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