The Smashing Machine – Venezia 2025
Il film si concentra sugli anni d'oro di Kerr (fine anni '90), quando era soprannominato "The Smashing Machine" per la sua invincibilità nell'UFC e nel Pride.
l film di Franco Maresco, “Un film fatto per bene“, presentato fuori concorso a Venezia 2025, è un’opera che colpisce allo stomaco, confermando il regista palermitano come il “misantropo necessario” del cinema italiano.
TRAMA
Più che un racconto lineare, il film è un viaggio d’oscurità tra le rovine di una Palermo che sembra aver perso anche l’ultimo barlume di decenza. Al centro troviamo il ritorno di volti storici del cinema di Maresco (i sopravvissuti della vecchia “cineteca della polvere”) impegnati nel tentativo grottesco di mettere in scena, appunto, un “film fatto per bene”
Il paradosso è servito: in un’epoca di politicamente corretto e immagini patinate, Maresco risponde con il suo solito bianco e nero sporco, fatto di corpi deformi, silenzi carichi di imprecazioni e una ferocia satirica che non risparmia nessuno. Nessuno come Maresco sa filmare la bruttezza rendendola ipnotica. Il bianco e nero non serve a dare eleganza, ma a sottolineare la decomposizione morale e fisica dei protagonisti. Il film è un attacco frontale all’attuale industria culturale. “Fatto per bene” è un’ironica etichetta applicata a un’opera che rifiuta ogni canone di rassicurazione per lo spettatore. Come sempre, il ritmo è dettato da una sensibilità mPer chi non è abituato al cinema di Maresco, la visione può risultare respingente. Non c’è redenzione, non c’è speranza, e il cinismo tocca vette che potrebbero risultare eccessive anche per i fan di lunga data. La narrazione procede per strappi, improvvisazioni e improvvise frenate malinconiche. “Un film fatto per bene“ è, in realtà, un film “fatto male” con una maestria incredibile. È un’opera punk, anarchica e profondamente triste. Maresco ci dice che il mondo è finito, e l’unica cosa che ci resta da fare è ridere delle sue ceneri.
Written by: Andrea Lo Gioco
Il film si concentra sugli anni d'oro di Kerr (fine anni '90), quando era soprannominato "The Smashing Machine" per la sua invincibilità nell'UFC e nel Pride.
Un omaggio alla musica afroamericana che ha segnato gli anni 60, 70 e 80 e arrivato vivo e vegeto anche ai giorni nostri.
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